La poetica verghiana. Nodi fondamentali

La poetica verghiana. Nodi fondamentali

Descrizione oggettiva e scientifica della realtà nei romanzi verghiani

Tecnica dell’impersonalità dell’autore e sua eclissi all’interno dell’opera

L’autore deve avere la prospettiva dei personaggi ossia deve vedere le cose dal loro punto di vista ( regressione del narratore)

Tecnica del discorso indiretto libero, per cui senza soluzione di continuità, ad un certo punto del racconto, il narratore parla e pensa come il personaggio adottando totalmente il suo punto di vista.

Nei romanzi di Verga prevale apparentemente la prospettiva utilitaristica, cinica, brutale della lotta per la sopravvivenza intesa come legge di natura. Tale prospettiva presuppone vincitori e vinti senza alternativa. Tuttavia vedremo come nel suo “Ciclo dei vinti” rimasto interrotto , tutti i personaggi saranno dei “vinti” a prescindere dalla loro posizione sociale e tutti perderanno qualcosa nell’inseguire la fiumana del progresso e nell’adesione brutale alla lotta per la sopravvivenza.

Con la tecnica dello “straniamento” Verga adotta solo apparentemente la prospettiva cinica e brutale dei suoi personaggi, in effetti essa pare non coincidere mai con quella sua o del lettore , egli si sente appunto “estraneo” ad essa, anche se sa che non c’è possibilità di cambiamento.

Nei “Malavoglia” a differenza dei romanzi successivi, per l’ultima volta, accanto alla prospettiva brutale, realistica, dei rapporti sociali basati sull’egoismo e la lotta per la sopravvivenza , compare anche una prospettiva mitica e utopica che si serve di un linguaggio lirico- simbolico, essa è quella dei pescatori di Aci Trezza dotati di sentimenti e di umanità ( Padron Toni, Mena , Alfio , Mena, Ntoni ), i quali si sacrificano per gli altri , cercano di rispettare la parola data, sono dotati di interiorità e cercano di far convivere questi valori con il momento economico. Essi saranno perdenti e sconfitti, appartenenti ad un mondo che non puo’ piu’ tornare.

In “Mastro don Gesualdo” il pessimismo diventa ancora più profondo, il personaggio protagonista obbedisce soltanto alla legge del profitto e alla logica economica, ma sarà ugualmente sconfitto ed infelice.

In Verga prevale una prospettiva pessimistica, antistoricistica ( non c’è progresso nell’umanità), prevale inoltre un atteggiamento passivo ed uno spirito conservatore, ossia di accettazione dell’”esistente “. In ultima analisi Verga segna indirettamente la crisi del positivismo (vedi il silenzio di Verga degli ultimi anni), vanificando le premesse ottimistiche da cui era partito . Per Verga non è possibile nessun progresso umano , ognuno è solo con il proprio egoismo. Qualsiasi ideologia ottimistica finisce per essere negata dallo scrittore , anche quella socialista che pensava al riscatto delle classi diseredate attraverso la ribellione.

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