FRATELLI

FRATELLI

FRATELLI
da L’ALLEGRIA – IL PORTO SEPOLTO

 


Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Mariano, il 15 luglio 1916

 

ANALISI DEL TESTO

La poesia “Fratelli” si apre con un forte anelito alla fratellanza, che nasce sul tessuto del dolore, inteso come esperienza che accomuna. In una umanità , che ha subito una sorta di imbestiamento ed è logorata dalla lotta per la sopravvivenza, si fa strada uno spiraglio di salvezza nell’anelito alla fratellanza. L’esordio si innesta su una semplice domanda (v.1), che sottolinea l’estrema fragilità e vulnerabilità di uomini mandati al massacro. La domanda è anche una sorta di rivolta della fraternità, che si ribella alla disumanizzazione e alla guerra, con una parola ingenua e primitiva. Essa è ben rilevata, fortemente scarnificata, talvolta compare in posizione isolata. Lo sforzo espressivo della lirica si concentra nei sostantivi, nell’accumulo di apposizioni e specificazioni che si riferiscono alla parola “Fratelli”, posta in risalto nei versi 2 e 10.

Da un punto di vista metrico-ritmico, emergono versi liberi di varia lunghezza, intervallati da spazi vuoti e da pause che, in punti precisi, interrompono i versi, segnando una alternanza di suoni e di silenzi. Particolarmente rilevanti gli enjambements che marcano il significato delle parole “rivolta” e “fragilità” , antitetiche a livello semantico (v.7, 8). “Fragilità” è inoltre l’unica parola tronca, posta in fine verso, tra le parole piane del testo. La scansione ritmica ascendente, in versi relativamente lunghi in rapporto agli altri versicoli, indica lo sforzo ed il sentimento di angoscia del presente (v1,6,7,8). Sul piano fonico-simbolico sono presenti assonanze e allitterazioni , che danno al testo una forte valenza semantica v.3,5,6,8) , mentre parole-chiave, come “spasimante”, “rivolta,” “fragilità,” ” notte”, poste in fine verso, rappresentano i nuclei essenziali , ai fini della interpretazione del testo poetico. La parola “spasimante”, riferita all’aria (v.6), riflette in sé, come una immagine speculare, la condizione di pena e agitazione spasmodica, provocata dai colpi sparati dall’una e dall’altra parte, che lasciano impotenti dinanzi alla morte. Il linguaggio è limpido ed essenziale, nella semplicità dei lessemi utilizzati.

Sotto il profilo retorico-stilistico è da notare la presenza di figure retoriche , quali la sinestesia (“parola tremante”, v.3 ) o la iperbato, con l’inversione dell’ordo naturalis delle parole (v.2,7) e infine, procedimenti analogici, con accostamenti di immagini, che potenziano la capacità espressiva del testo. Si registra l’assenza della punteggiatura, compensata dall’uso delle maiuscole all’inizio di alcuni versi (v.2,3,4,5), che dà forte valenza semantica alle parole coinvolte. Il climax ascendente investe le immagini di una progressiva intensità fino alla parola isolata nell’ultimo verso (“Fratelli”), che intensifica il senso complessivo della lirica e si lega , nella sua pregnanza di significato, agli elementi paratestuali (titolo e subscriptio).

Nella lirica permane la ricerca ungarettiana di una poesia essenziale, pura, che sveli l’Assoluto, il dolore ed il mistero dell’esistenza. Traspare la fiducia nella parola poetica, capace di attingere verità, strumento privilegiato di conoscenza e di interrelazione con la vita stessa. La poesia si identifica con l’ “io” profondo del poeta ed è immersione in esso ma , al contempo , esplorazione e riscoperta del mondo . 

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