Il materialismo cosmologico
dice che la materia non deriva da nessun’altra cosa ed è l’origine di
tutto, essa pertanto precede ogni altro essere. La materia è
costituita da atomi che hanno in sè la forza di movimento con la quale
si creano le cose. Nell’universo non c’è un fine ma solo un ordine che
distribuisce le parti materiali nello spazio. Il materialismo
cosmologico si è presentato nell’antichità nelle dottrine di Democrito
e di Epicuro e nell’età moderna in alcuni illuministi ed in alcuni
positivisti nell’Ottocento.
Il materialismo metodologico
è stato difeso per la prima volta da Hobbes e la sua tesi ci dice che
con la nozione di corpo e movimento si possono spiegare tutti i
fenomeni, perciò ogni conoscenza è conoscenza del movimento ed il
movimento implica corpo. La spiegazione materialistica è l’unica
possibile anche per ciò che riguarda lo spirito e le cose spirituali
anch’esse di origine materiale.Il materialismo metodologico in tempi
recenti è stato sostenuto dai filosofi del circolo di Vienna e
soprattutto da Carnap.
Il materialismo pratico
ossia la tendenza a
considerare il piacere come sola guida della condotta umana si
definisce più specificatamente edonismo. L’edonismo si accompagna
spesso al materialismo ma non necessariamente, d’altronde l’edonismo
può essere anche di filosofie non materialistiche.
Il materialismo psicofisico
afferma che l’attività
spirituale umana deriva dalla materia cioè dall’organismo , dal
sistema nervoso o dal cervello. Questa tesi si è presentata in diverse
forme nel 1700 e nel 1800. Tutte le manifestazioni umane scaturiscono
dall’organismo fisico dell’uomo, a sua volta determinato dalla
macchina dell’Universo. Lo zoologo Vogt in uno scritto del 1854
affermava che "il pensiero stava al cervello nella stessa relazione in
cui la bile stata al fegato e l’urina ai reni".
Il materialismo dialettico
consiste nelle tesi
dei filosofi Marx ed Engels , esse affermano in maniera ottimistica
che c’è una evoluzione necessaria e progressiva del mondo naturale.
Il materialismo storico
dice che le azioni dell’uomo,
pertanto tutto ciò che egli pensa, anche le sue ideologie e i suoi
comportamenti , sono determinati da fattori economici ( forze
produttive e rapporti di produzione). Tuttavia l’uomo non
necessariamente è una sorta di burattino di fronte agli eventi , anzi
egli, da un lato è modificato dai fattori economici e produttivi ma
dall’altro può modificare questi stessi fattori , cioè può cambiare la
società e lo stato delle cose. L’uomo, pertanto, è nello stesso tempo
oggetto e soggetto attivo della Storia.