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L’Illuminismo settecentesco come problema attuale: il conflitto delle
interpretazioni dal 1800 fino ai nostri giorni
Posizioni a favore
dell’illuminismo
I difensori vedono positivamente i principi di libertà,
uguaglianza e fratellanza, cosmopolitismo, di cui
l’illuminismo si fece portatore. Essi inoltre difendono la laicità del
pensiero e della cultura illuministica affrancati dal dogma religioso.
Il filosofo Marx giudicò positivamente l’atteggiamento scientifico e
critico degli illuministi, inaugurato già da Galilei e affermato nel
Rinascimento, alcuni studiosi, tra cui Paolo Rossi, definiscono pertanto
l’illuminismo una sorta di neoumanesimo. Per altri studiosi la ragione
degli illuministi non era una ragione astratta ma si basava
sull’esperienza concreta . Non mancano studiosi che colgono
nell’illuminismo anche la volontà di progettare un mondo migliore o
l’utopia di un assetto sociale più giusto.
Posizioni antilluministiche
Tra i filosofi, Hegel e Croce accusano l’Illuminismo di
antistoricismo ed astrattismo, Goldmann dice invece che esso si fece
essenzialmente portatore degli interessi e della ideologia della
borghesia capitalistica nascente, interessi legati al profitto e al
dominio.
Il pensiero cattolico è stato ugualmente avverso all’Illuminismo per
la laicità e talvolta l’ateismo delle sue posizioni.
Negli ultimi anni i filosofi dell’Ermeneutica e del cosiddetto
"pensiero debole" come Vattimo e Severino hanno avuto posizioni molto
critiche nei confronti dell’Illuminismo, ponendo anzi in discussione tutto
il razionalismo del pensiero occidentale da Galilei agli illuministi e
anzi fino ai nostri giorni. Essi sulla scia di filosofi precedenti come
Nietzsche e di Heidegger, sostengono che il razionalismo della civiltà
occidentale non abbia puntato che sul dominio e sull’organizzazione
tecnica della società, perdendo di vista le esigenze più autentiche degli
esseri umani ed imponendo un pensiero unico valido universalmente , ossia
in ogni tempo e in ogni luogo.
Posizioni dialettiche
Si intende per posizione dialettica quella di alcuni studiosi come
Adorno e Horkheimer o anche Habermas, i quali distinguono all’interno
della civiltà illuministica entrambi gli aspetti , sia positivi che
negativi , di cui abbiamo detto sopra.
Adorno e Horkheimer dicono che l’Illuminismo da istanze positive ha
assunto istanze negative e si è autodistrutto, quando si è identificato
con il potere e con il dominio borghese a partire da Napoleone Bonaparte.
La ragione illuministica così avrebbe esasperato aspetti egoistici e si
sarebbe fatta portavoce della organizzazione del mondo a scopi
esclusivamente produttivi.
Della stessa opinione è Habermas , egli afferma che all’interno
dell’Illuminismo ha agito ad un certo punto, come corrente predominante,
una ragione negativa volta al profitto, al dominio ma soprattutto alla
celebrazione della realtà esistente, negando una corrente minoritaria
illuministica che, al contrario, esaltava una ragione critica e progettava
un mondo diverso e migliore.
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