Romanticismo

Negli ultimi decenni del 1700 in Germania comincia a nascere  un movimento  che si oppone all’Illuminismo. I pensatori tedeschi, come via verso la conoscenza, vogliono fare riferimento ad altre facoltà intellettive che  procedano oltre i limiti della ragione, che ormai essi vedono insufficiente ed incapace ai fini di una conoscenza assoluta ed onnicomprensiva della realtà, queste nuove facoltà sono: intuizione mistica, sentimento, fede, arte, ragione dialettica. Hamman parla di  fede mistica,  di intuizione immediata di Dio nella Natura. Herder, invece, vede nella storia un continuo sviluppo e progresso dell’uomo. Il poeta Schiller ha anch’egli  una concezione panteistica per cui  Dio e Natura coincidono. Tra il 1770-1780  nasce e si sviluppa il movimento dello Sturm und Drang, il cui maggiore rappresentante è Goethe. Altri intellettuali romantici tedeschi sono i fratelli Schlegel, Schelling, Holderlin,  Novalis, con cui entra in contatto anche  il giovane filosofo Hegel per poi distaccarsi da loro. Hegel parla di una conoscenza dell’Assoluto che si attinge non attraverso la fede ma attraverso la ragione dialettica, che ci permette di cogliere l’infinito nel finito, il tutto nelle parti.

Alcuni romantici tedeschi aderiscono di più a concezioni religiose tradizionali,  altri  meno.

L’aspirazione di tutti i romantici  a cogliere l’assoluto e l’infinito li porta ad evadere  dalla realtà mediocre e quotidiana e a vivere esperienze fuori dalla norma. Questo desiderio di andare oltre l’esistente, di  sforzarsi di uscire dai limiti del reale, nella lingua tedesca viene indicato con termine “Streben”. Caratteristica dei romantici è anche il cercare un contatto con la natura  per cogliere  l’essenza delle cose e della vita stessa. La natura esiste in funzione dell’uomo e l’uomo tende a superare ogni limite imposto dalla realtà. L’Amore, inoltre, è un sentimento importantissimo attraverso  il quale il poeta romantico può  cogliere molto più facilmente  l’essenza della vita, l’armonia , il Tutto, l’Assoluto. I romantici, infine, vedono nel processo storico un progresso continuo, l’affermazione dell’Assoluto che si realizza nella Storia . Ogni momento successivo supera il precedente , dunque, essi non giudicano mai negativamente un avvenimento storico. Tutto ciò spiega perché, molto spesso, nel pensiero filosofico romantico c’è una sorta di tradizionalismo e un giustificazionismo di fatti anche negativi che avvengono nella realtà; molti romantici, infatti, approdano a posizioni anche  conservatrici, mostrando non solo il volto rivoluzionario  ma anche reazionario. del movimento.

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