IL 1600

IL BAROCCO

Da Cateau Cambresis alla pace di Westfalia ( quest’ultima pone fine alla guerra dei trent’anni  iniziata per motivi dinastico religiosi), si assiste in Europa al tramonto della potenza spagnola sia in campo militare che politico, sia sotto l’aspetto  economico che ideologico  e religioso. C’è la fine dell’universalismo cattolico e Controriformistico e l’affermazione del principio di tolleranza religiosa con la Riforma protestante.  La scienza intanto  prosegue il suo cammino di ricerca e  c’è  il definitivo tramonto della concezione geocentrica dell’universo con la conseguente perdita di un centro in  esso; da ciò scaturisce ovviamente una nuova dimensione esistenziale e un senso di disorientamento. Tra le scoperte scientifiche ricordiamo anche quella dei rilievi lunari, che dà anch’essa un colpo di grazia ai criteri e ai saperi tradizionali, per cui non era più lecito parlare di gerarchie nell’universo dal punto di vista degli elementi o delle sostanze, ma di omogeneità e somiglianza tra i vari corpi esistenti in esso. Anche in ambito letterario questa nuova visione del mondo, questo annullamento di gerarchie tradizionali porta ad una vanificazione tra generi alti e generi bassi della letteratura, alla rivoluzione e innovazione delle forme e alla commistione tra i generi, con una conseguente confusione dei modelli ; a tale proposito bisogna fare riferimento al nuovo genere letterario del poema  eroicomico di Alessandro Tassoni  dal titolo “La secchia rapita” che ha  una forma innovativa rispetto al passato. Nel Seicento prevale comunque una concezione edonistica dell’arte, una visione immanente e soggettiva della realtà e questo secolo  perde, pertanto, ogni connotazione negativa  sia a livello storico che culturale. Il nuovo modo antitradizionalista di rapportarsi alla realtà e all’arte non  esclude forme di strumentalizzazione di queste nuove forme artistiche da parte dei poteri tradizionali quali  la Chiesa cattolica. Nel Seicento infatti le Chiese sono piene di arte barocca, anzi  lo sfarzo e la propaganda ecclesiastica si servono tantissimo dell’architettura e della pittura seicentesca in particolare.   Nel Centro-Nord e nel Centro –Sud dell’Europa nel  Seicento si affiancano due concezioni religiose, politiche ed economiche diverse. Nel Centro Nord dell’Europa infatti  si fa  spazio il concetto della libertà religiosa  anche in seguito all’affermazione della Riforma protestante tra larghi strati della borghesia e  nasce uno spirito imprenditoriale ed individualistico,  per cui il successo nella vita diventa segno di una benevolenza divina. C’è inoltre, sempre nel Centro e nel Nord Europa, il rafforzamento delle monarchie nazionali e dell’assolutismo regio. Nel Centro-Sud dell’Europa  permane invece  quel progetto universalistico politico  e religioso rispettivamente dell’impero spagnolo e del papato alleato della Spagna , qui persiste una sorta di Stato  ancora  essenzialmente teocratico, che ostacola anche cambiamenti di tipo economico e  non  trova posto quello   Stato laico  che si afferma in Inghilterra, Francia , Olanda .

 

LA LETTERATURA BAROCCA

La parola “barocco” etimologicamente viene dal termine portoghese barroco che significa perla irregolare, il termine con una sola “r” , baroco, era usato anche nella Scolastica per indicare un procedimento logico solo apparentemente corretto ma in realtà scorretto. Appare chiaro che il termine aveva in ogni caso una connotazione negativa che durò fino al Novecento. Detto questo , la prima questione da affrontare è la funzione ed il ruolo degli intellettuali nell’epoca del Barocco. Nel Seicento assistiamo al ridimensionamento  del ruolo dell’intellettuale, alla perdita definitiva della sua importanza e del prestigio che aveva in età umanistica e rinascimentale, già peraltro messo in crisi nella seconda metà del Cinquecento. Abbastanza significativa è  però la nascita delle Accademie: quella degli Incogniti (1630-1660),    della Crusca, che ebbe lunga durata poiché non aveva implicazioni di natura culturale  ed ideologica, quelle scientifiche dei Lincei e Cimento, che invece per  ragioni  religiose ebbero breve vita, infatti le scoperte scientifiche a partire da galilei , mettevano in discussione i dogmi della fede.

In Inghilterra e in Francia le Accadenie modellate su quelle Italiane ebbero, al contrario, condizioni  favorevoli alla loro esistenza ed ebbero più larga fortuna. L’arte barocca in generale va avanti con  procedimenti  improntati alla sperimentazione di nuove forme, frutto dell’artificio e della  finzione letteraria. Questi procedimenti artistici e letterari in particolare, rendono bene l’idea che la realtà,  la natura, la materia,  possono essere riprodotte e alterate a piacimento dallo scrittore, così come lo scienziato stava  facendo  in quello stesso periodo in ambito scientifico con i vari esperimenti .  C’è dunque una correlazione in tal senso tra arte e scienza nell’età del Barocco, una correlazione  tra sperimentazione artistica e contemporanea sperimentazione scientifica. Come lo scienziato vuole avere il dominio sulla natura conoscendola perfettamente così anche l’artista vuole dominare la realtà e la natura con l’artificio , in modo da renderle più belle e interessanti alterandole. L’Arte pertanto non si identifica più con la Natura , la Ragione e la Verità,  così come accadeva nel Rinascimento , essa, al contrario, nel barocco diventa strumento di alterazione , di finzione,  di abbellimento artificiale della Realtà , quest’ultima  non  si comprende più nella sua totalità ma  si può cogliere soltanto nei suoi “frammenti”, ossia nei particolari.

L’arte figurativa ( vedi horror  vacui) infatti predilige la rappresentazione dello spazio verticale infinito ma nello stesso tempo  pone molta attenzione alla rappresentazione del “particolare” quasi in modo maniacale. Anche la letteratura ,in un universo infinito che provoca disorientamento,  non vuole più rappresentare le verità generali, il tutto, ma si sofferma sul “particolare”, il frammento della realtà, affrontando anche gli inganni che la realtà presenta ai sensi. Nel Seicento si pongono anche le basi della filosofia sensistica, la quale affermava che la realtà si può conoscere solo attraverso i sensi.

Pertanto  l’arte del  Barocco è un’arte  molto problematica e con peculiarità sue proprie,  l’occhio e la mente del pittore o dello scrittore indagano e scrutano la realtà proprio come fa lo scienziato con il suo sguardo minuzioso  su tutto ciò  che cade  sotto i suoi occhi e che si trasforma e cambia incessantemente; non a caso,  metafora tipica del barocco,  motivo ricorrente è  quello della “metamorfosi”, del  “doppio” ,  dello “specchio” ( ricorda Manierismo) che implicano uno sforzo di orientamento  nella realtà che appare sfuggire e  che provoca disorientamento o smarrimento. L’iter conoscitivo è dunque :

OSSERVAZIONE MINUZIOSA DELLA REALTA’              INTUIZIONE

CREAZIONE  DI COLLEGAMENTI TRAMITE L’USO DI ANALOGIE E METAFORE O SIMBOLI, con il solo scopo di agganciare una realtà che sfugge. La realtà viene rappresentata con una serie di simboli e con accostamenti analogici così  come lo scienziato fa uso di simboli numerici o matematici per spiegarla, e in questa scoperta oserei dire epifanica della realtà, in questa immersione totale in essa,  si afferma una concezione soprattutto edonistica e non più pedagogica dell’arte, l’arte cioè deve  divertire e non insegnare,    inoltre nasce una poetica del concettismo, del preziosismo, dell’artificiosità, intesa come eccesso di sottigliezze e di tecnicismo.

 

G.B.MARINO

Nella crisi barocca dei valori tradizionali, che però non vuol dire assenza di ogni  valore o  di una peculiare  visione e percezione del mondo( così come la critica  del passato erroneamente pensava, vedi De Sanctis),  si inquadra il poeta più importante del Barocco G.B. Marino.  L’Adone scritto da lui,  è un poema di 40.000 versi in cui su un’esile trama si innesta una concezione della vita improntata sull’edonismo, sulla non violenza ,  su una visione casualistica,  meccanicistica  e materialistica della realtà. I valori di cui il protagonista del romanzo si fa portavoce sono dunque i valori dell’amore, del godimento fisico, della non violenza, di un mondo dove non c’è nessun  interesse ad essere potenti. Nel poema l’Arte (o artificio) prevale sulla Realtà,  alterandola,  rendendola  più interessante e più bella, suscitando spettacolarità e  meraviglia con l’artificio poetico. Il poema  Marino secondo alcuni critici si avvicinerebbe al materialismo europeo e alla letteratura dei libertini francesi. Nella sua opera si affermerebbe la crisi definitiva dei valori rinascimentali,  l’uomo perderebbe la sua centralità nel Cosmo, divenendo parte di un tutto, singolo elemento della natura, confondendosi  con elementi  naturali con una sorta di panismo.

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