Teatro di Pirandello

PIRANDELLO E  IL TEATRO

Pirandello è un autore importante nell’ambito del panorama artistico contemporaneo , egli aderisce alle istanze del Decadentismo, subisce l’influenza delle Avanguardie storiche, in primis il Surrealismo,  mostra chiaramente una visione del mondo agli antipodi del Fascismo, sebbene entri ufficialmente nel Partito fascista a partire dal 1924. Sappiamo al di là di ogni dubbio che la poetica pirandelliana è quanto di più lontano ci sia dalla ideologia del regime fascista, sia per il suo relativismo conoscitivo che  per il suo scetticismo nei confronti di ogni forma di mitologia e propaganda ma soprattutto per la sua naturale tendenza al rifiuto di ogni facile verità. Il suo rapporto con il Fascismo pertanto fu ambiguo, controverso,  contraddittorio e lo stesso Mussolini non appare un suo grande estimatore. Se Pirandello riceve  finanziamenti e sovvenzioni dal regime per la sua Compagnia del Teatro d’arte di Roma tuttavia prima della sua morte  dà disposizione che i suoi funerali si svolgano in forma privata,  senza nessuna personalità politica del regime. Lo scrittore scrive per il teatro fin dagli anni della sua giovinezza , le sue prime opere prendono il titolo di  La morsa  e Lumìe di Sicilia. Nella prima fase della sua attività artistico teatrale egli rinnova il teatro borghese precedente e spinge fino al paradosso e all’assurdo le situazioni tragiche e sentimentali tipiche dei personaggi borghesi del teatro precedente, creando opere innovative come Pensaci, Giacomino!, Liola, La giara, La patente.  In Così è (se vi pare)  i personaggi sono tre : una moglie, un marito ed una madre anziana. Quest’ultima afferma che il marito vuole tenere la figlia lontano da lei. Il marito sostiene, invece, che la figlia della donna in realtà è morta e quella che la signora anziana crede sua figlia, in realtà è la sua seconda moglie . L’uomo dice che lui e la seconda moglie fingono con l’anziana donna,  lasciandole credere che la figlia sia ancora viva. La gente del paese, che non conosce bene quella famiglia vorrebbe capirci qualcosa ma non si riesce ad arrivare ad una unica verità, perché la moglie dell’uomo non dice chi è veramente, affermando  di essere “colei che vogliono che sia”, in tal modo non svelando la sua vera identità.

 

 

La seconda fase del teatro pirandelliano ( 1917-1925), che parte più o meno dalla fine della Prima Guerra Mondiale, viene definita del “ teatro grottesco”, in esso gli elementi caricaturali e umoristici delle opere precedenti raggiungono gli eccessi. Le opere di questa fase sono numerose : Ma non è una cosa seria;  L’uomo, la bestia e la virtù; Tutto bene;  Come prima, meglio di prima. Sulla scena affiora un mondo strano, inverosimile, in cui i personaggi sono assurdi, incoerenti, contraddittori.  Il linguaggio è nuovo , la sintassi è frammentata. Nella commedia Il gioco delle parti  compare lo schema frequente di tre personaggi: marito , moglie, amante. Il marito concede alla moglie di divertirsi con l’amante senza mostrarsi geloso, la moglie chiede addirittura all’amante di uccidere il marito. Il marito intanto quando si tratta di difendere la moglie  sfida a duello un uomo che l’ha offesa, ma poi pretende che sia l’amante e non lui a doversi battere realmente in duello. L’amante viene ferito a morte e il marito gusta la vendetta,anche se vive il resto della sua vita nella sofferenza. I personaggi in realtà vanno tutti incontro ad un comune destino di infelicità. In un’altra commedia dal titolo  Il piacere dell’onestà si parla di un uomo che dietro compenso  sposa una  donna che aspetta un figlio da un altro, un marchese ricco, già sposato e che per questo non può riconoscere il bambino. Dopo essersi accordato con il marchese per salvare l’onorabilità della donna con un  matrimonio di facciata, l’uomo però pretende di comportarsi da vero marito con lei. L’amante della donna si ribella, poiché doveva essere solo un matrimonio di facciata, ma lei ormai si lega all’uomo che l’ha sposata e abbandona il marchese. Qual è il messaggio di queste opere? Tutto sembra affidato al caso, all’imprevedibilità dei sentimenti e delle azioni.

La terza fase del teatro di Pirandello è quella che viene definita “fase del teatro nel teatro”:  i personaggi sulla scena recitano la commedia, ma all’interno di essa ci dicono di essere attori di teatro sul punto di recitare una commedia, da qui l’espressione “teatro nel teatro”. I personaggi rompono in tal modo la finzione scenica, discutono di problemi del teatro stesso (quindi si parla di metateatro) e pertanto c’è una confusione tra finzione e realtà , poiché gli attori talvolta si rivolgono direttamente al pubblico in sala, rompendo quella che viene definita “quarta parete”. Testo famoso è Sei personaggi in cerca d’autore, di esso è difficile sintetizzare la trama . Sulla scena compaiono alcuni attori che affermano di essere lavoratori di una Compagnia teatrale e di stare sul punto di recitare una commedia. Ciò gli è stato richiesto da sei personaggi i quali compaiono anch’essi sulla scena perché vogliono che gli attori rappresentino  la loro vicenda drammatica in quel teatro. I sei personaggi sono una moglie, un marito e un loro figlioletto. Il marito aveva abbandonato la donna che si era risposata creando una nuova famiglia e partorendo altri tre figli, due femmine ed un ragazzo. Ecco perché i personaggi sono sei. Passano gli anni ed il primo marito frequenta una casa di tolleranza ma sul punto di avere rapporti con una ragazza, viene fermato dalla ex moglie la quale asserisce che la ragazza è la figlia che lei ha avuto dal secondo compagno. Dopo poco la donna va in giardino e vede gli altri due figli avuti dal suo secondo marito morti entrambi : la bambina affogata  in una vasca e il ragazzo suicida con un colpo di pistola alla testa. Il regista e gli attori in scena accettano di recitare questo dramma ma vengono interrotti sulla scena continuamente dai sei personaggi che non si identificano affatto in quelli rappresentati dagli attori, dicono di essere stati fraintesi e che gli attori non sono in grado di capire e rappresentare in modo realistico la loro storia. I sei personaggi si contraddicono a vicenda, litigano tra loro e anche con il regista, sembrano confusi , contraddittori e strani. Calato il sipario sembra ci sia l’impossibilità di fare teatro e l’assurdità di tale rappresentazione teatrale. Altra opera di questa terza fase è Enrico IV , imperatore del Sacro Romano Impero nel Medioevo. Un giovane partecipa ad una festa in maschera travestito da Enrico IV ma il rivale in amore lo disarciona, facendolo cadere dal cavallo e procurandogli un trauma cranico. Da quel momento il giovane impazzisce e crede di essere per diversi anni  l’imperatore Enrico IV. Quando dopo 12 anni rinsavisce, vede che la sua amata sposata al suo rivale, così continua a fingersi pazzo per altri 8 anni . Un giorno vede la figlia della sua amata, lei è somigliante alla madre di cui è sempre innamorato, non resiste alla tentazione e l’abbraccia . Il padre della ragazza, che è poi il suo antico rivale, lo aggredisce, ma lui pieno di rancore lo uccide. Cosi il protagonista non può far altro che continuare a fare il pazzo per evitare il processo e la prigione per omicidio. La pazzia diventa una dolorosa necessità e la tragedia coinvolge tutti i personaggi della vicenda.

 

 

Ultima fase del teatro di Pirandello viene definita  del “teatro dei miti”. Si tratta di opere allegoriche, oniriche, di pura fantasia , lontane dalla realtà, vicine alle tecniche d’Avanguardia  del Surrealismo. Queste opere si riallacciano all’ultima fase dell’arte di Pirandello a cui si avvicina anche il romanzo “Uno nessuno e centomila”, in cui il personaggio protagonista mostra alcune differenze rispetto ai protagonisti dei romanzi precedenti. In queste ultime commedie Pirandello, infatti, riscopre un vitalismo che si riallaccia al Simbolismo decadente, l’arte assume di nuovo la capacità di rappresentare l’utopia, di cogliere significati profondi ed esistenziali, alla ricerca dell’autenticità e della vera essenza degli esseri umani.  Sono tre le commedie a cui facciamo riferimento:   La nuova colonia, Lazzaro, I giganti della montagna: nella prima c’è l’utopia di una nuova società, nella seconda il mito di una nuova fede e religiosità, nell’ultima il mito di un’arte libera e non uccisa dall’ignoranza e dalla barbarie  del “Potere” in generale,  politico o di altro genere.

Prof.Riccio