Nodi fondamentali della poetica

E.Montale (1896-1981)

I Montale: “Ossi di seppia”

Incide sulla prima formazione letteraria di Montale :

1) il simbolismo francese (con la carica di vitalismo panico e l’attraversamento di D’Annunzio);

2) vocianesimo e lacerbismo (si fa qui riferimento alle due riviste di inizio secolo come “Lacerba” e “La Voce”) ;

3) la poetica dello”scarto” di Sbarbaro, ossia di un poeta che considerava la condizione fallimentare dell’uomo e la sua

impotenza;

4) il crepuscolarismo.

Sono questi gli aspetti del primissimo M. e delle prime poesie di “Ossi di seppia”. In un secondo momento c’è , come vedremo, il superamento della lezione simbolista e dannunziana e l’approdo alla lezione di Svevo, della “Ronda” e di Gobetti o meglio l’approdo alla lezione del senso etico di quest’ultimo, oppositore del fascismo e fautore della libertà di pensiero.

Montale approderà anche alle filosofie del novecento compreso l’esistenzialismo e infatti dal 1926 in poi la sua poesia si farà piu’ ragionata e filosofica, piu’ narrativa e anche”metafisica” , alla ricerca del senso dell’esistenza , pervasa di immagini –metafore che hanno una loro oggettività emblematica. Nelle poesie di “ossi di seppia” pertanto possiamo cogliere il passaggio da una condizione di felicità primigenia e di naturalità o beatitudine panica (ossi di seppia e’ un immagine che compare nell’”Alcyone” di D’Annunzio) ad una nuova condizione di sostanziale aridità., ad un rapporto conflittuale con la realtà e con la Storia. Si fa anche strada la volontà di accettazione del “negativo” senza viltà o demistificazione per cui in “Ossi di seppia” si fondono realismo e tendenza ad immagini emblematiche ed astratte.

II Montale “Le occasioni” (1939)

Nella poesia de “Le occasioni” e’ presente il tema dell’apparizione della donna –angelo di dantiana memoria, apparizioni rare di questa donna ed appunto “occasionali”. Lo stile di questi componimenti è ermetico, criptico, essi sono di ardua interpretazione. Il contesto storico di questa lirica e’ quello tra le due guerre e del fascismo imperante, essa ha le seguenti caratteristiche:

lo stile è elevato in un monolinguismo e monostilismo di matrice petrarchesca, secondo le caratteristiche della poesia ermetica colta che recupera moduli della tradizione letteraria e della metrica tradizionale( endecasillabo e novenario);

è presente l’allegoria dantesca e reminiscenze dantesche nella lingua e nello stile: Montale come Dante esprime un dramma conoscitivo e morale e l’alternativa tra salvezza e dannazione, male e bene, valore e non valore, luce-tenebre, movimento-immobilità. La donna-angelo è una sorta di Beatrice le cui apparizioni coincidono con momenti di rivelazione, di salvezza, momenti in cui si attinge alla sfera del bene e della moralità;

nella lirica del secondo Montale e’ presente il mito foscoliano della religione delle lettere;

la presenza del “correlativo oggettivo” cui fa riferimento lo stesso M. per indicare la presenza nella sua poesia di oggetti-emblema, simboli di una condizione esistenziale o di uno stato della sua interiorità (la teoria era stata elaborata dal poeta Eliot);

questa poesia è inoltre priva di elementi quotidiani e trasferisce un destino individuale su uno scenario universale, in tal senso si parla di poesia “metafisica”;

in questa seconda fase della sua poesia M. approda alla ricerca di moduli della poesia inglese e angloamericana ( Poud, Donne,Hopkins).

III Montale (” La bufera” 1940-1954)

Sono gli anni della guerra e del secondo dopoguerra, ora la scelta montaliana predilige i moduli di un plurilinguismo anche se permane un’attenzione alla forma ed un timbro classicistico. C’è tuttavia maggiore tendenza al realismo drammatico e pessimistico: l’allegorismo cristiano della fase precedente entra in crisi soprattutto nella sezione “Silvae”, la donna-angelo fugge nell’oltrecielo dei valori ( vedi reminiscenze delle “Grazie” foscoliane).

Una donna-volpe e una donna-anguilla sostituiscono la Beatrice di Dante ed indicano una salvezza individuale e privata, una salvezza personale nell’eros, nel basso. Nella crisi di valori universali la stessa poesia appare improponibile, inutile , senza forza propositiva.

IV Montale (“La satura”1964)

I moduli sono quelli de ” La bufera” ma M. accentua ancora di piu’ i toni pessimistici, bassi e comici, sarcastici e autoparodici. Tutti i valori sono sommersi irrimediabilmente.

V Montale ( da “Satura” agli anni della morte avvenuta nel 1981)

La scrittura in questa fase appare come :

Una colata fluida senza articolazione interna, secondo i moduli della neo-avanguardia fine anni sessanta;

Spesso c’è assenza della punteggiatura

Ancora la crisi che investe ideologie e valori e di conseguenza anche la forma della SCRITTURA

Scetticismo e pessimismo

La parola assume un carattere per lo piu’ denotativo , ai limiti della cronaca, e non scopre alcuna verita’ , non suggerisce alcuna prospettiva, la parola riporta fatti insignificanti e diventa essa stessa rappresentazione del trionfo della “spazzatura”. 

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