Nodi fondamentali della poetica

ARIOSTO

Il motivo dell’”inchiesta”, l’organizzazione dello spazio e del tempo nel romanzo dell’”Orlando furioso”

Nell’”Orlando Furioso” Ariosto riprende la materia cavalleresca del Boiardo, materia che sul suolo italiano aveva avuto tanta fortuna fin dai primi volgarizzamenti duecenteschi dei romanzi francesi e già fin dai cantari del trecento. Ariosto come prima aveva fatto il Boiardo fonde la materia del ciclo bretone e carolingio ed inserisce reminiscenze classiche , in primo luogo virgiliane e ovidiane.

Nel romanzo ciò che muove le vicende è la ricerca di un oggetto irraggiungibile, il cosiddetto motivo dell’”inchiesta” : la continua ricerca di oggetti irraggiungibili si traduce in un movimento circolare attraverso uno spazio labirintico, in cui mai si trova la via di uscita. L’errare dei personaggi in questo spazio e’ anche metafora di uno smarrimento, un disorientamento, un “errore” sia di tipo morale che materiale, che in casi estremi conduce alla follia, ne è esempio la follia di Orlando. Lo spazio in cui si muovono i personaggi è inoltre uno spazio vastissimo ma sempre “orizzontale” ossia terreno, in contrapposizione allo spazio verticale della Divina Commedia di Dante che è uno spazio trascendentale ossia che va dalla terra fino a Dio. Il tempo in cui le vicende vengono inserite non e’ un tempo lineare, per cui le vicende non vengono narrate in modo lineare e diacronico, ossia consequenziale , con un prima e un poi, al contrario esso è un tempo che possiamo definire ancora una volta labirintico : molte storie parallele sono raccontare in contemporanea, ma anche molte storie accadute prima sono in effetti raccontate dopo e viceversa, per cui numerosi sono i flash-bach ( analessi) o le prolessi. Possiamo parlare pertanto di un tempo per così dire aggrovigliato.

Labirinto e ordine:visione del mondo nel “Furioso”

Nonostante questa struttura organizzativa apparentemente caotica con uno spazio ed un tempo “labirintico” ed un movimento dei personaggi che ruota su se stesso senza un apparente approdo, l’”Orlando Furioso” è un organismo perfetto che sottintende una perfetta regia del narratore. All’interno del romanzo si possono infatti riscontrare geometriche simmetrie interne, con motivi ricorrenti e coppie di personaggi, insomma si può intravedere una sorta di aspirazione all’ordine e all’equilibrio interno al racconto, l’esigenza di dominare la materia trattata e gli eventi narrati. Metaforicamente ciò potrebbe essere la spia di una visione del mondo che aspira all’ordine, alla perfezione, in cui la razionalità si affianca all’irrazionalità e cerca di imporsi su di essa , sul caos degli avvenimenti e comportamenti umani, ecco perché per Ariosto possiamo parlare come di un esponente appartenente al filone della cultura della “contraddizione” nell’ambito del Cinquecento: la fiducia nella ragione e l’ottimismo si affiancano alla consapevolezza della negatività e della irrazionalità dei comportamenti umani.

Nel romanzo di Ariosto il mondo appare dominato da un punto di vista intellettuale, la letteratura e l’arte sembrano l’unico modo possibile di dominare gli eventi del reale.

Pluralismo prospettico e narrazione polifonica

Il pluralismo prospettico consiste nel suggerimento di varie prospettive e valori contrastanti all’interno del romanzo: amore idealizzato, ottimismo, fiducia nella ragione, equilibrio interiore, moderazione ma anche amore irrazionale , passione che porta alla follia , pessimismo, violenza e fallimento. Dal pluralismo prospettico scaturisce come diretta conseguenza , una narrazione polifonica , ossia un linguaggio dei vari personaggi modulato su diversi registri linguistici e stilistici( linguaggio raffinato e quotidiano, stile aulico oppure basso ecc.). Accanto a personaggi più prammatici e reali compaiono personaggi più inclini ad idealizzare la realtà e pertanto destinati alla sconfitta, come lo stesso Orlando che impazzisce per amore poiché non si arrende all’evidenza ossia al fatto che Angelica ha preferito un umile fante a lui che è un grande ed illustre cavaliere. L’ironia pervade tutto il romanzo ariostesco lasciando aperta ogni prospettiva e ponendo tutti i valori sullo stesso piano in una sorta di relativismo conoscitivo e critico. 

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