Dibattito tra Classicisti e Romantici

Il dibattito tra Classicisti e Romantici fu innescato da un saggio pubblicato nella Biblioteca italiana dalla coltissima ed intelligentissima Madame de Staël. Nel saggio, intitolato Sulla maniera e le utilità delle tradizioni, Madame de Staël si riferiva in modo specifico a tutti gli intellettuali italiani che vennero invitati, con questo saggio, a conoscere ed a tradurre i testi di autori stranieri per poter così apprendere una nuova letteratura ed una nuova cultura. Con quest’opera la baronessa voleva, quindi, dare un forte scossone agli intellettuali italiani che restavano troppo legati alle opere del passato ed arretrati rispetto alle novità letterarie che circolavano in quel momento in Europa. Gli italiani, infatti, non avevano ancora imparato a tradurre la letteratura straniera e Madame de Staël sosteneva che proprio la traduzione dei nuovi testi letterari avrebbe portato alla circolazione di nuove idee, dando così una svolta alla letteratura italiana che non sarebbe più stata statica ma dinamica.                                                                        Madame de Staël non voleva criticare la letteratura degli italiani, bensì voleva spingerli a confrontarsi con una nuova era ed una nuova cultura per creare delle nuove opere che non fossero più imitazioni delle grandi opere latine e greche.                                         Tale opera non fu compresa da tutti e perciò provocò grande scalpore in quanto molti scrittori e lettori non colsero il desiderio di condivisione della riflessione in chiave europea portato avanti dalla baronessa.                                          Dopo la pubblicazione dell’opera di de Staël molti letterati difesero saldamente la loro posizione classicista. Tra questi vi fu Pietro Giordani che sosteneva che i letterati italiani non avrebbero mai potuto trarre ispirazione o un qualsiasi giovamento dalla traduzione di opere straniere poiché queste non sarebbero mai potute diventare dei testi di riferimento. Secondo Giordani, i letterati italiani dovevano ispirarsi a grandi autori, come Dante Alighieri o autori greci e latini che hanno scritto delle opere divenute importantissime e che sono stati tanto grandi e significativi da non poter essere mai considerati scontati ma sempre moderni. Infine Giordani affermò che la letteratura straniera era in decadenza poiché composta da una generazione troppo pigra per studiare i grandi canoni classici. Successivamente anche Leopardi entrerà nel dibattito sostenendo i classicisti, ma allo stesso tempo riconobbe anche le buone intenzioni di Madam de Staël.                    Altri intellettuali italiani reagirono invece positivamente all’opera della baronessa. Tra questi vi fu Berchet che nella Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo consigliò a figlio di seguire la nuova letteratura romantica, ma poco dopo disse che era semplicemente uno scherzo.                                                                                                                   Questo dibattito tra Classicisti e Romantici fu portato avanti dal giornale “Il Conciliatore” che verrà però chiuso dalla censura austriaca in quanto portava alla luce contenuti innovativi e patriottici.                                                                                 A mio parere in tale dibattito non vi è una parte che abbia più ragione dell’altra. Per certi aspetti, infatti, concordo con ciò che Madame de Saël sostiene nella sua opera Sulla maniera e utilità delle traduzioni, ma d’altro canto anche i classicistici hanno portato tesi convincenti. Credo che sia molto importante studiare opere antiche, come quelle dei greci e dei latini, poiché sono state proprio queste a porre le basi di tutta la letteratura. Tali opere, infatti, sono ancora oggi oggetto di studio. E’ necessario, come dice de Staël, non restare ancorati al passato ma studiare anche le opere moderne, contemporanee proprio per far circolare delle nuove idee, nuove storie che possano coinvolgere tutti i lettori e avvicinare un maggior numero di persone alla letteratura italiana.

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