IL 1500
RINASCIMENTO
Bembo (1470-1547) scrisse "Gli Asolani " e "Le
prose della volgar lingua". B. Castiglione (1478-1529) scrisse
"Il Cortegiano".
In questi due scrittori c’è il tentativo di far
coincidere, o meglio, di tradurre l’ideale nel reale , l’arte intesa
come perfezione, nella natura stessa. Entrambi gli scrittori sono
artefici di una letteratura cortigiana, che si fa portatrice di un
codice comportamentale e dei valori cortigiani , assoluti e astratti
come : la raffinatezza, l’equilibrio, la perfezione dell’uomo, il
dominio sulla realtà e su se stessi. In essi c’è, dunque, la tendenza
all’idealismo, l’ideale della perfezione , c’è inoltre la rimozione del
"negativo", la tendenza alla sublimazione delle capacità e virtu’
dell’uomo.
Machiavelli (1469-1527 ) e Ariosto (1474-1533 ):
sperimentalismo dei modelli, legami con la cultura del primo
umanesimo del 1400, intellettuali che entrambi esprimono una cultura
della "contraddizione", poiche’ ad una concezione rinascimentale
improntata all’idealismo ed alla perfezione, affiancano una sorta di
relativismo conoscitivo e critico.
Aretino, Teofilo Folengo, Il Ruzante:
sono esponenti di una ulteriore corrente del rinascimento, ossia
dell’ antirinascimento: in loro c’è un modello anticlassicistico,
oltre che nel linguaggio anche nell’ideologia. C’è un realismo fino in
fondo e l’adozione di linguaggi marginali, dialettali e, nel caso di
Teofilo Folengo, perfino del latino macheronico misto a linguaggi
colloquiali e quotidiani.
RINASCIMENTO STROZZATO
Si parla di rinascimento strozzato per indicare la crisi dei valori
della civiltà rinascimentale e la negazione della fiducia che nel
rinascimento si era nutrita nei riguardi delle capacità dell’uomo di
dominare la realtà ed il proprio destino. Questa crisi divenne piu’
acuta nel periodo della Controriforma, della lotta tra la chiesa
cattolica e i paesi protestanti, ma era gia’ stata preannunciata da
alcuni episodi importanti come il sacco di roma nel 1527 e la pace di
Cateau Cambresis nel 1559, che segno’ la definitiva affermazione del
dominio spagnolo su tutta la nostra penisola e sull’intera Europa . Nel
clima di caccia alle streghe e agli eretici , l’uomo perse sempre piu’
fiducia in se stesso e vide anche limitata la sua autonomia di spirito
critico in un clima oppressivo e pieno di sospetti. Persero la vita in
questo contesto storico politico, in cui la chiesa si alleo’ alla Spagna
per combattere in Europa i nemici comuni, sia G.Bruno che T. Campanella,
i quali volevano rivendicare la loro autonomia di giudizio ed il loro
spirito critico e la centralità del loro pensiero. La cultura che si
afferma in questo periodo viene definita del Manierismo sia in
campo artistico che letterario e i maggiori esponenti furono
Michelangelo e Torquato Tasso.